
Quando si tratta di fare fotografie una delle sfide più grandi è quella della scelta del soggetto.
Di fronte a tante occasioni, quel benessere che ci aspettiamo da una sessione fotografica si trasforma spesso in una sorta di frustrazione.
Abbiamo troppe scelte a disposizione che costituiscono un limite anziché rappresentare un’opportunità.
Infatti, quando finalmente decidiamo che qualcosa possa essere degna di essere fotografata, la fretta ci fa trascurare gli aspetti fondamentali della costruzione di un’immagine.
Lo sai che quella sensazione di disagio di fronte a tante scelte è un fatto scientifico?
In questo post vedremo le radici psicologiche di questo atteggiamento, come riuscire a controllarlo mentre fai fotografie e alcuni esempi di grandi autori.
In particolare:
- cosa ci succede quando ci troviamo di fronte a troppe scelte, non solo in ambito fotografico;
- quali aspetti della fotografia possiamo fissare per limitare “tutta quella confusione”;
- l’importanza di seguire una tematica particolare
Alla fine avrai delle definizioni di campi di azione più piccoli rispetto all’intero inventario delle cose fotografabili.
Muoversi all’interno di perimetri più limitati ti aiuterà a scegliere i tuoi soggetti e a convogliare le tue energie alla costruzione dell’immagine.
Sei pronto? Cominciamo…
La frustrazione di fronte alle scelte
Si chiama: “Paradosso della scelta”, ed è un fenomeno psicologico secondo cui avere troppe opzioni di scelta genera ansia, stress e difficoltà nel prendere decisioni.
Un giorno in un supermercato vennero allestiti due espositori di marmellate: il primo aveva 24 gusti diversi e il secondo soltanto 6.
A due gruppi distinti di persone venne richiesto di scegliere il gusto della propria marmellata preferita.
Soltanto il 3% delle persone che si trovarono di fronte all’espositore da 24 gusti espressero una scelta.
Quelli a cui fu chiesto di scegliere tra solo 6 gusti scelsero con più facilità : il 30% di loro non ebbe difficoltà ad esprimere una decisione.
Davanti ad una grande possibilità di scelta il nostro cervello va in confusione perché trova difficile fare paragoni tra così tante informazioni.
Inoltre, e questo è l’aspetto più importante, le tante varianti generano un’aspettativa sulla qualità della decisione finale.
Anche nel caso riuscissimo a concretizzare una scelta è difficile ripagare questa aspettativa perché avremo sempre dubbi di aver fatto la migliore possibile.
E da qui inizia la frustrazione.
Non credi che ogni volta che imbracciamo la nostra macchina fotografica senza dare dei limiti alle possibilità di scatto siamo esposti a questo fenomeno?
Cerchiamo ora di suddividere in gruppi più piccoli “L’universo fotografabile” e poi sarà come passare da scegliere dall’espositore di 24 a quello da 6 gusti di marmellata…
Darsi dei limiti : le persone fotografate e gli sfondi
[Il mondo reale] offre una tale abbondanza di materiale che un fotografo deve guardarsi dalla tentazione di provare a fare tutto…. È essenziale evitare di sparare come un mitragliere e di appesantirsi con registrazioni inutili…
Henri-Cartier Bresson
E se lo dice Cartier Bresson c’è da meditarci su.
Se aggiungiamo la facilità e l’economicità di scatto portata dal digitale , la tentazione di “sparare come un mitragliere” è dietro l’angolo.
Immaginiamo che l’universo fotografabile di cui parlavo prima sia un enorme edificio pieno di tante oggetti e persone: una volta entrati saremmo assaliti dall’ansia di scegliere cosa fotografare.
Se ci fossero delle stanze sarebbe tutto più facile: una volta entrato potresti scegliere quella in cui c’è l’ambiente più congeniale per te.
Le diverse stanze le definiamo in funzione di due aspetti :
- le persone (presenti o meno);
- gli sfondi e le ambientazioni.
L’atteggiamento delle persone da fotografare
Ci sono tre tipi di atteggiamenti che le persone possono assumere di fronte all’obiettivo e in ogni stanza ne troveremo una diversa.
Persone che recitano : chi viene fotografato riceve delle precise indicazioni dall’autore sulle posizioni da assumere, su dove guardare e sulle posizioni del corpo.
Persone consapevoli della presenza del fotografo : in questo caso l’influenza del fotografo è indiretta. I soggetti pur non ricevendo precise indicazioni su cosa fare sono condizionati dal fatto che sanno di essere fotografati.
Persone NON consapevoli della presenza del fotografo : si tratta della cosiddetta fotografia candid in cui le persone si comportano nel modo più naturale possibile.
Inizia a considerare quello che è più congeniale per te.
In realtà c’è una quarta grande stanza caratterizzata da un aspetto legato alle persone : quella in cui le persone non sono presenti.
Quante fotografie hanno questa caratteristica?
Segnamoci anche questo fatto e andiamo avanti.
Lo sfondo
Per quanto riguarda lo sfondo è molto semplice fare una distinzione perché le opzioni possibili sono solo due: gli sfondi ricostruiti e quelli naturali.
Per naturali non intendo necessariamente qualcosa che comprenda alberi o montagne ma tutto quello che rappresenta gli eventi come si manifestano, senza alcun intervento da parte del fotografo.
Anche una strada trafficata è naturale se non interveniamo nello svolgersi degli eventi.
Gli sfondi ricostruiti rientrano invece nella cosiddetta staged photography e prevedono una vera e propria “messa in scena” e preparazione dell’ambiente da fotografare.
Mettiamo tutto insieme: schema persone / sfondi / generi fotografici
Cercando di mettere insieme il tutto ho cercato di capire che cosa si potrebbe trovare nelle varie stanze.
Per semplificare, ho associato un genere fotografico ad ogni combinazione.

Ricorda: vogliamo solo dare un nome a quello che c’è da fotografare attorno a noi e cercare un soggetto in un certo tipo di situazione.
Ogni volta che imbracci la tua macchina fotografica decidi prima che tipo di approccio avrai con le persone e che tipo di sfondo utilizzare.
Hai difficoltà a interagire con le persone? Cerca allora ispirazione tra gli autori di paesaggio o di reportage.
Non hai tempo o non sapresti da dove iniziare a ricostruire uno sfondo? Come vedi c’è molta scelta nella colonna degli sfondi naturali.
Sarebbe anche interessante esplorare le cose più lontane dalle tue attitudini giusto per sapere che esistono e magari per lasciarti ispirare da nuove prospettive.
Le tematiche in fotografia
Una volta scelto le caratteristiche di persone e sfondi sarebbe fondamentale riuscire a farsi guidare da una tematica.
Sono le tematiche a fare la differenza all’interno di uno stesso genere.
Abbiamo già parlato in questo post di quanto sia importante concentrarsi su una tematica per favorire le idee.
Vediamo alcuni esempi di come all’interno di uno stesso genere si possano creare dei lavori fotografici molto diversi tra loro.
Fotografie con SFONDI NATURALI e PERSONE NON PRESENTI
E’ il regno della paesaggistica e viene subito in mente Ansel Adams.

Il suo lavoro ha da sempre celebrato la magnificenza dei grandi paesaggi naturali americani. Una fotografia molto tecnica e pensata.
In sfondi naturali e con assenza di persone è anche la fotografia di Stephen Shore, anch’essa definibile paesaggio ma sviluppato su un tema completamente diverso.

Quello che Shore vuole raccontare è l’influenza della mano dell’uomo proprio sulla magnificenza dei grandi spazi americani.
Fotografie con SFONDI NATURALI e PERSONE NON CONSAPEVOLI
E’ sotto queste due condizioni, cioè uno sfondo non modificato e delle persone non consapevoli della nostra presenza, che si rischia di avere a disposizione una enorme possibilità di scelta.
Ma il non controllare ambientazioni e persone non vuol dire che vada tutto bene: è in questo caso che un secondo livello di intenzione fotografica è fondamentale.
E’ questo il regno di gran parte della Street Photography, uno dei generi in cui la frustrazione per la ricerca del soggetto è dietro l’angolo.
E il più grande rappresentante di questo approccio è proprio Henry-Cartier Bresson.

Ma il concetto di istante decisivo è stato molto travisato e le vere intenzioni di questo grande fotografo sono molto più profonde di quanto si voglia spesso far credere.
Ricordi? E’ stato proprio lui a consigliarci di evitare di “sparare come un mitragliere”…
Fotografie con SFONDI NATURALI e PERSONE CONSAPEVOLI
Non è vero che la Street Photography può essere solo “candid”: ci sono dei fotografi come William Klein che amavano far partecipare i propri soggetti allo scatto.

Questo approccio apre la strada anche ad un altro filone che ho definito “Reportage intimista”.
Se si vuole raccontare gli eventi della propria vita come avvengono è necessario che i nostri soggetti, che saranno dei nostri conoscenti, si “sentano” fotografati.
Tutta la produzione di Nan Goldin rientra in questo tipo di fotografia.

Fotografie con SFONDI NATURALI e PERSONE CHE RECITANO
Di solito le persone “che recitano”, cioè che seguono le direttive del fotografo, si trovano all’interno di un’ambientazione ricostruita.
Ma esiste una parte della fotografia di moda che invece è stata ambientata su sfondi naturali come le strade di una città o in prossimità di monumenti famosi.
Il lavoro di Ferdinando Scianna per due giovanissimi Stefano Dolce e Domenica Gabbana è un esempio straordinario di questo approccio.

Fotografie con SFONDI RICOSTRUITI e PERSONE CHE RECITANO
Spesso si considera la staged photography qualcosa di legato alla fotografia professionale.
In effetti i lavori dei più grandi fotografi contemporanei come Andreas Gursky, Gregory Crewdson o Jeff Wall prevedono produzioni più o meno complesse.

Eppure intervenire sull’ambientazione delle fotografie potrebbe avere anche una dimensione “ridotta” e del tutto realizzabile in modi semplici.
Il caso di Cindy Sherman è significativo da questo punto di vista: la dimostrazione di come fare grandi fotografie con pura invenzione e grande sensibilità.

Conclusioni
In questo articolo abbiamo visto l’importanza di avere delle intenzioni chiare prima di dedicarsi ad una sessione fotografica.
Il grande universo delle scelte a nostra disposizione genera solo frustrazione e abbiamo cercato di suddividerlo in funzione dell’approccio delle persone e della tipologia degli sfondi.
Le tematiche utilizzate da alcuni grandi fotografi, considerate all’interno degli scenari appena descritti, possono rappresentare una grande fonte di ispirazione.

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